Sbiancamento

Differenza fra sbiancamento e smacchiamento.

La maggior parte delle colorazioni sui denti (colorazioni estrinseche) o nella struttura minerale del dente (colorazioni intrinseche) sono di origine organica, si depositano sopra e all’interno dei denti attraverso l’assunzione di cibi, bevande e fumo.

La US Food and Drug Administration (FDA), distingue fra:

Tooth Whitening (smacchiamento dei denti), trattamento che ripristina il colore naturale del dente rimuovendo le macchie sulla superficie dei denti per mezzo di agenti pulenti e lucidanti.

Dental Bleaching (sbiancamento dentale), trattamento in grado di sbiancare i denti al di là del loro colore naturale, rimuovendo pigmenti e decolorazioni nella struttura dentale per mezzo di radicali dell’ossigeno.

Purtroppo, i termini “sbiancamento” e “smacchiamento” sono spesso usati come sinonimi, anche se in realtà non si tratta del medesimo trattamento.

Quali sono le tecniche di sbiancamento dentale? Esistono due approcci allo sbiancamento dentale:

Lo sbiancamento professionale in studio, che utilizza un gel applicato direttamente sui denti e dura da 40 minuti ad un’ora circa.

Lo sbiancamento professionale domiciliare, che utilizza un gel ad una concentrazione più bassa di H2O2 rispetto allo sbiancamento professionale in studio. Il gel viene applicato sui denti tramite mascherine prodotte su misura, indossate durante la notte per almeno 2 settimane.

I trattamenti sbiancanti denti convenzionali generalmente richiedono una dieta a base di cibi bianchi solo nei giorni successivi al trattamento, evitando te, caffè e fumo.

Nella stragrande maggioranza dei casi, lo sbiancamento dentale funziona perfettamente; tuttavia l’esito di una procedura di sbiancamento è influenzato dal tipo di macchie, dal colore iniziale del dente e dall’età del paziente.

Decolorazioni di origine inorganica (ad es. macchie grigiastre a seguito di rilascio del metallo da otturazioni in amalgama) non reagiscono allo sbiancamento.

Lo sbiancamento non può cambiare il colore dei materiali usati per restauri e protesi (compositi, resine, ceramiche, etc.).

In caso siano presenti delle calcificazioni (macchie bianche) nella struttura del dente, il processo di sbiancamento può renderle ancora più evidenti.

La direttiva del Consiglio UE 2011/84/UE del 20 settembre 2011, ha limitato l’uso di prodotti sbiancanti 

che contengono o sprigionano più del 0,1% di perossido di idrogeno (H2O2)a dentisti e igienisti, mentre i prodotti che contengono o rilasciano concentrazioni al di sotto dello 0,1% di H2O2 sono liberamente vendibili, sono utilizzati in contesti non professionali (non-dental) come  SPA, centri estetici, etc... e venduti come prodotti da banco nelle farmacie o nei supermercati.

Tuttavia non esiste alcuno studio scientifico a supporto dell’efficacia dei prodotti di sbiancamento/smacchiamento che rilasciano o contengono concentrazioni di H2O2 inferiori allo 0,1%.